Il L@bYoung ha preparato una performance collettiva, che ha coinvolto anche i genitori (appositamente ‘allenati e allenate dal laboratorio a loro dedicato). Ecco le foto, in un arcobaleno di colori che ha voluto essere il nostro omaggio al mese del Pride: un’occasione intersezionale* per parlare (anche) di diritti.

MUSIC-L@BYONG
Le avventure musicali del L@bYoung, l’appuntamento con le e gli adolescenti del venerdì pomeriggio allo spazio Ossigeno di Villa Guardia proseguono!
Con Daniele Molteni e Giorgia Graziano e le loro (e ormai anche nostre) IMPRONTE…
Venerdì scorso ci siamo ingaggiati e ingaggiate in un viaggio musical-coreografico che ha portato a termine la prima parte del nostro laboratorio, che prosegue ancora fino a fine luglio. Siamo partiti e partite a fine aprile, cantando Bella Ciao! e siamo arrivate e arrivati a fine giugno volendo dare un piccolo contributo al mese del Pride. Tra noi, infatti ci sono persone splendenti, sensibili ai temi del rispetto, dell’affermazione di sé e della collaborazione!

I preparativi e il laboratorio speciale per i genitori e le genitrici!
Chi ci conosce lo sa: il L@bYoung è un carosello di colori… ad ogni appuntamento, infatti, ne scegliamo uno in particolare, senza esclusioni. Neppure il VIOLA ci spaventa, sebbene per la gente di teatro pare sia moooooooolto difficile andare oltre il timore scaramantico (vero Giorgia? ;-)). Ma noi no.
Non abbiamo paura (quasi) di niente!

Giorgia, ancora viva, nonostante il viola! Coraggiosissimaaaaaa.

SCATOLE…
Scatole da riempire, colorare, impilare e… abbattere!
Come stereotipi e discriminazioni.


Attenzione, attenzione: stiamo per tornare… in scena!

GENITORI E GENITRICI… AL LAVORO! INSIEME.
Grazie ai nostri maestro e maestra di IMPRONTE, perfino i genitori e le genitrici del L@bYoung hanno potuto mettersi in gioco, confrontarsi, confortarsi e ispirarsi a vicenda!

Preparando così l’incontro collettivo ove performare insieme!
Dalla liberazione alla lotta per i diritti di tutti e tutte. Anzi, tutt3!

*Cosa significa intersezionale e perché ci riguarda?
A cura di Alle Bonicalzi – filosofa, fotografa, formatrice e attivista, nonché coordinatrice del gruppo adolescenti del L@bYoung
L’intersezionalità è una visione del mondo, di matrice transfemminista, che riconosce che diverse forme di discriminazione e oppressione si intersecano e amplificano a vicenda; e che, quindi, anche le lotte per i diritti si alleano, le une alle oltre. O così sarebbe meglio che fosse.
Essere una persona con disabilità comporta diverse discriminazioni (si pensi alle barriere architettoniche, ad esempio).
Essere una persona con disabilità e omosessuale ne comporta di più (alle barriere architettoniche si sommano o intersecano discriminazioni specifiche legate alla manifestazione e pratica della propria sessualità).
Essere una persona nera con disabilità e omosessuale ne comporta ancora di più (a quanto sopra, si aggiunge il portato del razzismo).
In pratica – a partire dagli anni ’90 dello scorso secolo e dagli studi della filosofa statunitense Kimberlé Crenshaw – ci si rende conto che non ha molto senso contrastarsi tra emarginati ed emarginate e che scendere in piazza insieme è meglio e più proficuo.
Ecco allora che manifestare per i diritti delle persone LGBTQI+ non si pone in contraddizione con le lotte per i diritti di altre soggettività marginalizzare, come le donne, le persone razializzate o quelle con disabilità.
L’arcobaleno, in questo, è un buon simbolo: l’unione delle diversità, al fine di darsi alla luce per chi davvero si è.
Meritevole degli stessi diritti di tuttɜ lɜ altrɜ.

Foto tratta da www.sinapsi.unina.it/violenza_bullismoomofobico
STOP FASCISMI
Nel nostro caso – il L@bYoung e l’associazione Diversamente Genitori si occupano di sostegno alle persone con disabilità, malattie rare o neurodivergenze – abbiamo voluto esprimere solidarietà anche a chi lotta per i diritti delle persone queer, consapevoli che il rispetto dei loro diritti sia un passo avanti per tutti e tutte, così come affiancare noi nella lotta contro discriminazioni e oppressioni relative a chi ha una disabilità possa contribuire enormemente alla co-costruzione di un mondo migliore tout court.
L’abilismo (cioè la pretesa che solo il corpo ‘normale’ abbia diritto di abitare il mondo) si combatte insieme al sessismo, all’omolesbotransfobia, al razzismo e sì, anche al fascismo… poiché ciascuna di queste oppressioni ne è in fondo una manifestazione.

Per noi l’arcobaleno è il simbolo della nostra amicizia e del nostro stare insieme, ma anche nel mondo!
Un inno alla diversità, all’unicità di ciascun@ di noi, nel rispetto di tutt3.
W IL L@BYOUNG IN TUTTE LE SUE SFUMATURE DI COLORE.
Per questo cantiamo…
(Sulla melodia del ritornello di Wellerman):
Fare i colori al L@bYoung gridando forte: eccoci qua.
Fare i colori al L@bYoung è una felicità.